Crisi economica da Coronavirus

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La crisi connessa alla diffusione della pandemia di Covid-19 rappresenta un evento epocale destinato a generare forti ripercussioni economiche e sociali, allo stato attuale difficilmente stimabili.

La Commissione europea ha previsto al ribasso il PIL di tutti i paesi europei, collocando al primo posto di questa speciale classifica l’Italia (-11,2%), seguita da Spagna (-10,9%) e Croazia (-10,8%), contro una media europea del -8,7%.

Le ricadute economiche di questa emergenza sanitaria, che richiede il rispetto di misure di distanziamento sociale, dipendono dagli effetti diretti e indiretti che ne discendono sia sull’offerta sia sulla domanda.

La contrazione imprevista dell’offerta (shock negativo dell’offerta) è un effetto diretto del lockdown, ossia dell’interruzione delle filiere produttive ritenute non essenziali. Ove possibile, si è sostituito il lavoro svolto “in presenza fisica” con il lavoro da remoto (cosiddetto smart working).

Questa soluzione organizzativa, del tutto nuova nel nostro paese e non puntualmente disciplinata dalla normativa, non è applicabile in modo generalizzato in quanto ne sono esclusi ad esempio il settore del turismo e della ristorazione.

Allo shock dal lato dell’offerta si aggiunge inoltre uno shock dal lato della domanda, innescato da molteplici fattori.

Le misure restrittive alla mobilità individuale provocano, nell’immediato, il calo dei consumi, come nel caso, ad esempio, del turismo,  del commercio al dettaglio, dei trasporti e dell’intrattenimento di massa.

A questo si aggiunge il cosiddetto effetto reddito: il rallentamento o la chiusura temporanea di alcune attività, infatti, può determinare un calo del reddito disponibile alle famiglie poiché molti lavoratori subiscono una riduzione della retribuzione oppure, nell’ipotesi peggiore, perdono il lavoro.

La crisi innesca inoltre un effetto ricchezza, poiché le attività finanziarie possedute dagli individui possono perdere di valore per effetto dell’andamento negativo dei mercati finanziari. Infine, la pandemia aumenta l’incertezza, soprattutto nei casi in cui non sia agevole stimarne la durata e gli sviluppi. Sul piano psicologico, questa comporta una paralisi della domanda, poiché gli individui tendono a limitare i consumi al minimo indispensabile, a rimandare le spese e a rafforzare il risparmio precauzionale.

Per maggiori dettagli consulta il sito CONSOB: http://www.consob.it/web/investor-education/crisi-covid-19

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