Come tutelare il nostro vino?

L’Italia è famosa nel mondo per le sue eccellenze e, certamente, il vino è una di queste. Per capire la sua rilevanza è possibile fare riferimento ai seguenti dati che forniscono una chiara immagine del fenomeno:

Purtroppo, tale settore è anche vittima del fenomeno della contraffazione la quale ha inciso sull’economia italiana nel 2018 per circa l’1-2% del PIL (stima OCSE) e che, in particolare, ha determinato la perdita di oltre 100 miliardi per il mercato agroalimentare (stima Coldiretti) e di circa 2,7 miliardi per il solo mercato di vino e spiriti.

Tuttavia, si stanno cercando sempre nuovi metodi per arginare l’avanzata della contraffazione i quali sono attualmente così sintetizzabili.

Innanzitutto, nel campo dei prodotti vitivinicoli è stata adottata un legge ad hoc (L. 238/2016) che ha introdotto sigle specifiche per indicare la provenienza del vino, differenziandole da quelle alimentari (DOP e IGP). Queste sigle sono:

  • DOCG (Denominazione di origine controllata e garantita): vini prodotti in un’area delimitata e secondo un determinato disciplinare, con organi preposti a controllare che le uve provengano da terreni che rispettano caratteristiche ampeleografiche (tipo di terreno, morfologia,…) ed che i metodi di coltivazione si attengano a quanto stabilito dal disciplinare, soprattutto per quanto riguarda le rese per ettaro;
  • DOC (Denominazione di origine controllata): vini prodotto con uve raccolte in una zona geografica determinata e vinificate secondo regole stabilite in un disciplinare di produzione;
  • IGT (Indicazioni geografiche tipiche) vini provenienti da una determinata area geografica e da un’area di produzione.

L’utilizzo di tali segni distintivi permette al consumatore di distinguere prodotti provenienti da specifiche aree produttive e di legittimare eventuali azioni legali contro i contraffattori.

Oltre a ciò, si segnalano due iniziative degne di nota:

  • la Fondazione Mach di San Michele all’Adige e l’Unione italiana vini hanno creato la prima Banca dati isotopica privatistica dei vini italiani la quale permette una più efficace verifica dell’autenticità dei prodotti vinicoli e della corretta applicazione della normativa vitivinicola, anche al fine di assicurare la massima tutela nell’ambito degli scambi commerciali, a livello nazionale e internazionale;
  • la società Luxochain fornisce un particolare servizio di certificazione per prodotti di lusso attraverso la blockchain, tra cui, appunto, anche il vino. In pratica, ogni prodotto, che sia una borsa di un brand del lusso o una bottiglia di vino prezioso, ha un suo “gemello digitale” registrato a vita sulla blockchain, quindi non modificabile da nessuno, mantenendo la tracciabilità del prodotto e garantendone l’autenticità.

Tutto questo però, non è da solo sufficiente ad arginare gli aspetti negativi del mondo del falso. È indispensabile che i singoli imprenditori adottino comportamenti tali da poter prevenire la contraffazione ed, in particolare, sarebbe auspicabile che venisse impartita un’adeguata formazione dei propri collaboratori ed una completa informazione e sensibilizzazione dei propri clienti.

Fonte: federvini.it; winenews.it; www.dop-igp.eu; www.oecd.org; coldiretti.it.

Pubblicato da Lorenzo Pelagatti

25 anni. Attualmente: praticante avvocato abilitato. Laureato in giurisprudenza (2020). Tutor didattico Unifi Giurisprudenza (2020). Tutor per l'orientamento Unifi (2019 - 2020).

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