Allerta plastiche in mare, verso il punto di non ritorno

Il nostro tenore di vita ha subito un notevole miglioramento negli ultimi decenni, parte di questo progresso è sicuramente dovuto a un impiego crescente delle plastiche. Grazie ad esse, per esempio, possiamo mantenere delle condizioni di sterilità nell’ambito sanitario e alimentare. Le plastiche sono presenti in vestiti, smartphone, elettrodomestici, basta guardarci intorno per capire quanto il nostro stile di vita sia visceralmente legato ad esse. 

Le materie plastiche sono composti polimerici, macromolecole ad elevato peso molecolare costituite da molte molecole elementari, chiamate monomeri, unite insieme con legame covalente per formare lunghe catene che possono essere lineari, ramificate o reticolate. I polimeri sono naturalmente prodotti dagli esseri viventi (proteine, polisaccaridi, DNA).

Col tempo, l’uomo ha imparato a modificare chimicamente i polimeri naturali (polimeri artificiali) e a produrne tramite la sola sintesi chimica (polimeri sintetici). I polimeri sono un gruppo estremamente eterogeneo di composti, ciascuno dei quali presenta delle caratteristiche peculiari, questo li rende una risorsa estremamente versatile, ma al tempo stesso di difficile smaltimento, in quanto non esiste un processo universale per tale scopo. 

Le problematiche legate all’utilizzo delle plastiche sono numerose e di estrema criticità. La maggioranza delle plastiche ad oggi utilizzate, infatti, è costituita da monomeri derivati dai combustibili fossili, caratteristica che ci impedisce di raggiungere un’economia circolare.
(a tale riguardo, leggi l’articolo di Davide Costanzo, cliccando qui –> Economia circolare: nuovi modelli di business per efficienza e valore

Produzione, trasporto e gestione delle plastiche sono processi che portano ad importanti emissioni di CO2 senza contare che, una volta terminato il proprio ciclo di vita, le plastiche vengono incenerite causando una massiccia emissione di CO2. Altra possibilità per le plastiche che hanno terminato il proprio ciclo di vita è quella di essere accumulate nelle discariche o disperse nei mari.

Nel 2018, la produzione globale di plastiche ha raggiunto i 359 milioni di tonnellate (Plastics Europe) di cui, secondo le stime, circa 10 milioni di tonnellate vengono scaricate nell’ambiente marino. Frammenti di grandi dimensioni vengono ingeriti dalla fauna marina causando ingenti danni per l’ecosistema, frammenti più piccoli di 5 mm, chiamate microplastiche, vengono invece assorbiti dagli animali giungendo nuovamente all’uomo sotto forma di alimenti. (a tale riguardo, leggi l’articolo di Giulio Magherini, cliccando qui –> Perchè mangiare plastica?

La fondazione Ellen MacArthur ha stimato che, di questo passo, il peso delle plastiche negli oceani supererà quello dei pesci nel 2050. 

Questa nostra condizione di dipendenza rende necessario che venga sviluppata una cultura della plastica che ci consenta di sapere come produrla, utilizzarla e smaltirla nel modo migliore per evitare di danneggiare in modo irreversibile il nostro ambiente.

Per l’articolo ufficiale pubblicato su Nature

Pubblicato da nerifuochi

Studente di Biotecnologie Molecolari. Negli ultimi anni ho sviluppato interesse nell'ambito dei composti biodegradabili e il mio obbiettivo è di partecipare attivamente alla lotta all'utilizzo della plastica e di composti nocivi per l'ambiente e per l'uomo.

3 pensieri riguardo “Allerta plastiche in mare, verso il punto di non ritorno

  1. Ho letto l’articolo e lo ritengo interessante, esauriente nelle spiegazioni.
    Sarebbe altrettanto interessante leggere di proposte di progetti realizzabili per raggiungere lo scopo.

    Piace a 1 persona

    1. Salve Alessandra,
      innanzitutto il team di InforẎoou la ringrazia per l’apprezzamento da lei dimostrato.

      In seconda battuta, le anticipiamo che il prossimo articolo relativo alla sezione “Chimica” cercherà proprio di dare una risposta esaustiva alla sua domanda.
      Pertanto, la invitiamo a seguire il nostro sito web per ulteriori aggiornamenti 🙂

      "Mi piace"

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