La bolla dei tulipani


Fonte: https://stefanocarpanese.com/la-prima-crisi-finanziaria-della-storia/

La bolla dei tulipani nel 1637 fu la prima grande crisi finanziaria innescata dall’utilizzo di strumenti finanziari con finalità speculative. Nella seconda metà del 1500 i bulbi di tulipano iniziarono ad essere esportati dalla Turchia in Europa e l’Olanda fu il paese che si fece promotore della loro diffusione. Le varietà meno comuni vennero rapidamente considerate merce di lusso, altamente desiderate dalla borghesia e dai ricchi mercanti, infatti si parlò di “mania dei tulipani”. La domanda di nuovi fiori superò ben presto la loro offerta, a causa del lento ciclo riproduttivo, cosicché i prezzi delle specie più ricercate di tulipani subirono delle continue spinte al rialzo: all’epoca si arrivò a considerare il bulbo del tulipano come un solido investimento. Le contrattazioni avvenivano in aste tenute in luoghi pubblici o privati delle varie città olandesi, tra cui Haarlem e L’Aia.

L’espansione commerciale dell’Olanda, grazie al suo dominio delle vie marittime verso le Indie orientali e l’accrescimento della ricchezza finanziaria privata, favorì lo sviluppo di questa bolla: non solo gli intenditori e appassionati di fiori appartenenti alle classi più agiate, ma anche fioristi-commercianti delle classi meno abbienti iniziarono a partecipare, a partire dal 1635, in modo sistematico e organizzato alle transazioni su bulbi di tulipano. L’interesse generato fu tale che si radicò la prassi di prenotare in anticipo presso i coltivatori i bulbi ancora “in terra” attraverso l’utilizzo di contratti con prezzi fissati ex-ante da onorare a scadenza, consentendo l’estensione del periodo di compravendite da pochi mesi estivi a tutto l’anno.

In pratica, si negoziavano i “diritti sul bulbo”, cioè i futures di tulipani, pagando subito solo un acconto del prezzo finale e corrispondendo il saldo alla consegna del bulbo fiorito, dando luogo al fenomeno del “commercio al vento” perché lo scambio reale era differito ad una data futura identificata nel contratto. Si creava così una lunga catena d’impegni che legava insieme tutti i partecipanti, con il rischio che l’inadempimento dell’ultimo acquirente avrebbe creato un effetto-domino sui precedenti acquirenti-debitori. I collegi di commercianti – che gestivano le contrattazioni locali – non controllavano né che gli acquirenti disponessero di denaro sufficiente a saldare i debiti contratti né che i venditori possedessero i bulbi di tulipano che s’impegnavano a cedere.

I prezzi ben presto ebbero un andamento del tutto slegato dalla realtà dando luogo ad una vera e propria “bolla”. In quegli anni un fiore di tulipano del valore di 3000 fiorini avrebbe potuto essere scambiato nel gennaio 1637 – nel cuore della bolla – con un enorme quantità di merci come “8 maiali grassi, 4 buoi grassi, 12 pecore grasse, 24 tonnellate di grano, 48 tonnellate di segale, 2 botti di vino…

La bolla dei tulipani culminò nella famosa asta di Alkmaar del 5 febbraio 1637, in cui centinaia di lotti di bulbi furono venduti per un ammontare monetario di 90.000 fiorini, pari al reddito di oltre un anno di un muratore dell’epoca. Nei giorni seguenti la febbre dei tulipani si tramutò all’improvviso in panico: fu sufficiente che ad Haarlem un’asta di bulbi andasse deserta per provocare il c.d. panic selling incontrollato e far precipitare i prezzi di mercato in tutto il paese.

Fonte: https://www.oggieunaltropost.it/2016/06/la-bolla-dei-tulipani.html?m=1

 In una tale situazione, chi aveva acquistato i bulbi si ritrovò vincolato contrattualmente a pagarli una cifra molto più elevata rispetto ai prezzi reali del momento, a vantaggio dei coltivatori che essendo parte-venditrice nei contratti futures avevano il diritto di percepire prezzi elevatissimi per dei bulbi che ormai non valevano quasi più nulla. La lobby dei fioristi, gravemente colpita, indusse la giustizia delle Provincie unite olandesi a decretare la trasformazione dei futures in contratti di opzione. In questo modo il detentore del contratto fu autorizzato a non onorare l’impegno, pagando solo una penale del 3,5% del prezzo pattuito. Ovviamente centinaia di olandesi, inclusi uomini di affari, caddero in rovina.

In evidenza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: