La firma metastatica: è possibile prevedere se un cancro formerà metastasi?

Source: Rees V., Gene discovered to play key role in cancer metastasis, Drug Target Review, 2019.

Metastasi” è il termine generale utilizzato per descrivere la diffusione di cellule tumorali dal tumore primario ai tessuti circostanti e ad organi distanti: si tratta della prima causa di morbidità e mortalità dovuta al cancro e si stima che sia responsabile di una percentuale superiore al 90% di morti correlate alla patologia oncologica [1].
Il tasso di sopravvivenza di un paziente oncologico si riduce drasticamente in relazione alla presenza di metastasi: l’esempio più eclatante è certamente quello del melanoma, il cui tasso di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi passa dal 99% in caso di melanoma localizzato al 25% in caso di melanoma metastatico [2]. È quindi ben comprensibile come, ai fini di programmare un adeguato approccio al paziente in termini di trattamento e di follow up, sia necessario non solo comprendere a fondo il processo attraverso il quale le cellule tumorali divengono capaci di lasciare il sito del tumore primario, entrare nel circolo ematico o linfatico e generare un tumore secondario nel punto in cui ne escono, ma anche identificare profili di espressione genica che possano definire la propensione di un tumore a metastatizzare.

Nel 2002, ormai quasi 20 anni fa, uscì sulla rivista “Nature Genetics” un articolo basato su una collaborazione tra ricercatori del Dana-Farber Cancer Institute della Harvard Medical School e di due strutture interne al Massachusetts Institute of Technology (il Dipartimento di Biologia e il Centro di Ricerca Genomica), che aveva come obiettivo la definizione di un profilo di espressione genica associato a un rischio maggiore di metastasi.
Questo team di ricercatori, grazie al confronto tra un campione di tumori e uno di metastasi, riuscì a individuare un gruppo di 17 geni che erano sempre espressi allo stesso modo nelle metastasi e che nei tumori primari sembravano correlati a un rischio maggiore di metastatizzare.
Grazie ai dati ottenuti fu possibile identificare per la prima volta una “firma molecolare”, ossia un set di geni espressi secondo uno schema costante e preciso, che non solo poteva prevedere il comportamento clinico di un tumore, ma che era anche condivisa da più tipi di tumore, permettendo di avanzare l’ipotesi che esistessero target terapeutici comuni a diverse tipologie di cancro [3].

A completamento di questo articolo citiamo un lavoro del 2007, pubblicato sulla rivista “Cancer Metastasis Reviews”. La particolarità di questo studio è che il gruppo di ricercatori in questione riuscì a identificare geni che favoriscono il processo metastatico non solo nel tumore, ma anche nel microambiente che lo circonda. Basandosi su questo presupposto, si poté concludere che, al fine di prevedere il rischio che si generi una metastasi, sia necessario tener conto non solo del profilo di espressione genica del tumore in sé, ma anche delle caratteristiche dell’ambiente che lo circonda, in quanto un tumore con un’espressione genica che lo classifica come “a basso rischio” di metastasi, cresciuto tuttavia in un microambiente fortemente permissivo nei confronti del processo metastatico, potrebbe avere un potenziale metastatico uguale, se non maggiore, a quello di un tumore classificato come “ad alto rischio” ma cresciuto in un ambiente poco permissivo [4].

In conclusione, si può dunque asserire che per fornire una prognosi corretta al paziente e per scegliere la terapia più adatta a combattere il tumore non basti studiare solamente le caratteristiche intrinseche di un tumore, ma anche la sua capacità di scambiarsi informazioni con l’ambiente che lo circonda e di plasmarlo per favorire la propria crescita, progressione e diffusione nell’organismo ospite. Questa, tuttavia, è un’altra storia, di cui ci occuperemo un’altra volta.

ng_logo_0 - GO FAIR
Per l’articolo completo vai su:
https://www.nature.com/articles/ng1060z?proof=t

Bibliografia:

  1. Seyfried T.N. and Huysentruyt L.C., On the Origin of Cancer Metastasis, Critical Reviews in Oncology, 2013.
  2. American Cancer Society, Survival Rates for Melanoma Skin Cancer.
  3. Ramaswamy S., Ross K.N., Lander E.S. and Golub T.R., A Molecular Signature of Metastasis in Primary Solid Tumors, Nature Genetics, 2002.
  4. Albini A., Mirisola V. and Pfeffer U., Metastatic signatures: genes regulating tumor-microenvironment interactions predict metastatic behavior, Cancer Metastasis Reviews, 2007.

Pubblicato da Sara Roccabianca

Nata a Prato il 05/06/1996, mi avvicino al mondo della scienza e in particolare della biologia da piccolissima grazie alla serie di cartoni animati "Esplorando il Corpo Umano" di Albert Barillé e al programma televisivo "SuperQuark" di Piero e Alberto Angela. Dopo aver frequentato il Liceo Classico "Cicognini" di Prato mi iscrivo alla facoltà di Biotecnologie presso l'Università degli studi di Firenze e conseguo la laurea triennale l'11 ottobre 2018. Attualmente sto per conseguire la laurea magistrale in Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche presso la stessa Università. Il mio futuro? La ricerca oncologica e lo studio del cancro: come prevenirlo, diagnosticarlo in fase precoce, caratterizzarlo e sconfiggerlo in modo sempre più efficace.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: