CORPORATE ETHICS: ISTITUZIONE PRIMARIA DI PACE ALL’INTERNO E TRA LE SOCIETÀ

L’etica aziendale esplora gli aspetti filosofici e le implicazioni delle innovazioni dal punto di vista dell’impresa1. Data la natura dinamica e in continua evoluzione dell’ambiente all’interno del quale le imprese operano, non esiste un consenso sul comportamento etico. Per questo motivo persiste un conflitto continuo sulla natura etica delle decisioni.

Molti filosofi sostengono che l’etica imprenditoriale sarà sempre estremamente difficile da definire, codificare e mettere in pratica a causa dei valori personali e delle questioni morali che emergono.  Tuttavia, il complesso ambiente globale per l’imprenditorialità e l’innovazione ha vissuto un cambiamento significativo nel corso degli ultimi anni, richiedendo una comprensione più profonda delle sfide etiche dovute alle forze economiche, di capitale, tecnologiche, ambientali e sociali che si trovano ad affrontare le organizzazioni 2.

Un comportamento non etico può essere dovuto a una delle quattro razionalizzazioni che i manager usano per giustificare una condotta discutibile. Esse sono: l’attività non è “realmente” illegale o immorale; è nell’interesse dell’impresa; non verrà mai scoperta; o perché aiuta l’azienda, l’attività viene condonata3. L’influenza etica di un proprietario nella piccola impresa è maggiore rispetto a quella delle grandi società dato che la sua leadership non è diffusa attraverso livelli di gestione. I proprietari sono facilmente identificabili, e i dipendenti di solito possono osservarli regolarmente4. Pertanto, gli imprenditori hanno un forte potenziale per stabilire elevati standard etici in tutte le decisioni aziendali dato che il loro sistema di valori è una componente critica delle considerazioni etiche che circondano una decisione.

L’etica aziendale è guidata da due schemi euristici. Uno descrive le prospettive e le influenze delle innovazioni e le entità sociali coinvolte. L’altro descrive gli aspetti del processo decisionale e della risoluzione dei conflitti. Questi modelli devono essere arricchiti e modificati man mano che si considerano e si integrano i relativi corpi di conoscenza. L’etica aziendale dovrebbe collegare direttamente la ragion d’essere della società privata all’interesse pubblico. Quindi, la risoluzione pacifica dei conflitti dovrebbe essere considerata il valore centrale e la base normativa dell’etica aziendale. Inoltre, l’azienda dovrebbe contribuire direttamente all’interesse pubblico risolvendo pacificamente i conflitti con gli stakeholder aziendali che seguono o potrebbero seguire le loro strategie aziendali orientate al profitto1.

Un approccio etico all’innovazione si trova nell’intersezione tra vari campi dell’etica applicata, della filosofia politica, della filosofia sociale, della valutazione della tecnologia, dell’economia, dell’amministrazione aziendale e della sociologia1. Gli esperti di etica aziendale hanno sviluppato una varietà di quadri di riferimento per valutare il processo decisionale aziendale utilizzando diversi principi fondamentali. Queste strutture sono caratterizzate come deontologiche o teleologiche, dove le prime si concentrano sulla rettitudine di specifiche azioni o comportamenti, e le seconde esaminano gli effetti positivi e i negativi incorporati nelle conseguenze di un’azione.

Il quadro deontologico definisce i comportamenti etici in termini di obblighi, diritti, principi, regole o codici, con l’adempimento del proprio dovere morale. L’individuo pone l’adempimento del proprio dovere prima del proprio interesse personale. Pertanto, i diritti sono subordinati alla nozione di obbligo. La morale kantiana suggerisce sia l’autonomia che l’universalità delle decisioni morali, dove ognuno è trattato come una persona libera. L’azione dovrebbe essere basata su giudizi incondizionati in termini di rettitudine.

Un secondo quadro, l’utilitarismo, adotta una prospettiva teleologica. L’obiettivo primario è il valore delle conseguenze di un atto, in modo tale che un’azione sia benefica in base ai suoi fini, piuttosto che ai suoi mezzi. La disparità di trattamento della stessa azione è giustificata se essa massimizza il benessere generale. Il beneficio massimizzato non è quello dell’attore, ma degli individui interessati dall’azione dell’attore, dando origine alla nozione di altruismo. Da parte sua, il beneficio è definito in varie forme, come l’assenza di dolore o la presenza di piacere2.

Una terza prospettiva è fornita dalla struttura basata sulla virtù. Qui l’attenzione si concentra sulle virtù morali e personali come coraggio, onestà, correttezza, lealtà e fedeltà. Il punto focale della valutazione etica diventa SE una particolare azione promuove lo sviluppo di un buon carattere morale, e quindi porta a un tipo di vita migliore. Questa prospettiva si basa sulla nozione di “abitazione” che implica “stare con” che permette alle entità di coesistere pacificamente5. Un alto grado di trasparenza è necessario per il funzionamento di tali relazioni. All’interno di questa prospettiva virtù e vizi sono intesi solo come la scelta di azioni giuste in un determinato contesto che permette il fiorire di entità. L’azione giusta non è predefinita sulla base di misure oggettive, ma emerge da impegni in cui gli individui sono disposti a influenzarsi a vicenda per trovare modi virtuosi che si adattino al contesto che condividono. L’eticità è giudicata dalla misura in cui un’azione scelta contribuisce alla promozione del carattere umano virtuoso6.

Molti approcci etici presuppongono che la moral agency sia applicabile anche alle entità aziendali. Il grado in cui un’entità possiede una moral agency determina la responsabilità dell’entità. La responsabilità morale in combinazione con fattori estranei ed intrinseci, che sfuggono alla volontà dell’entità, definisce la colpevolezza di questa entità7. In generale, la moral agency è determinata attraverso diverse condizioni interne all’entità come:

  • la connessione causale tra la persona e il risultato delle azioni
  • il soggetto deve conoscere ed essere in grado di considerare le possibili conseguenze delle sue azioni
  • il soggetto deve poter scegliere liberamente di agire in un certo modo

1.        Gethmann CF. Ethics of Science and Technology Assessment Volume 31: Business Ethics of Innovation. G. Hanekam.; 2007.

2.        HOSKINSON S, KURATKO DF. THE CHALLENGES OF ETHICS AND ENTREPRENEURSHIP IN THE GLOBAL ENVIRONMENT. Emerald Group Publishing Limited; 2015.

3.        Gellerman SW. Why “Good” Managers Make Bad Ethical Choices. Harv Bus Rev. 1986;4:85-90.

4.        Kuratko DF. Entrepreneurship: Theory, Process & Practice. OH: Cengage/ Southwestern.; 2014.

5.        Ciappei C, PRESS FU, 2005. IL REALISMO STRATEGICO NEL GOVERNO D’IMPRESA MATERIALI PER UNA PRAGMATICA DEL VALORE. Firenze University Press; 2005.

6.        Katz A. Virtue Ethics and Efficient Breach. Law J Libr. 2012;45:777-799.

7.        Kunst F. Big Data Challenges Society, Security, Innovation and Ethics. (Bunnik A, Cawley A, Mulqueen M, Zwitter A, eds.). Palgrave Macmillan; 2016.

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