La tecnologia blockchain per una migliore gestione della supply chain nel settore del fast fashion

Sicuramente ognuno di noi avrà sentito almeno una volta parlare di blockchain, molto spesso però si tende a confondere tale concetto con quello di bitcoin pensando erroneamente che siano la stessa cosa. Infatti, lo scambio della moneta virtuale più famosa al mondo è soltanto una delle tantissime cose che possono essere fatte attraverso la blockchain. Tra le altre, infatti, sta prendendo sempre più campo la gestione della supply chain di un’azienda attraverso la sicurezza e la precisione garantita dalla tecnologia blockchain.

Per supply chain si intende l’insieme delle fasi che vanno dall’approvvigionamento delle materie prime necessarie per la produzione fino all’inserimento del prodotto finito nel mercato finale. L’insieme di queste attività, se calato all’interno di realtà industriali come il segmento del fast fashion, rappresenta uno dei maggiori problemi di inquinamento e di degrado ambientale. In tal senso il concetto di economia circolare si sta diffondendo sempre più all’interno delle maggiori aziende del settore, vuoi per la crescente attenzione che gli stakeholder stanno riponendo nei confronti della sostenibilità ambientale, vuoi per una concreta e immediata necessità di riduzione delle emissioni inquinanti lungo tutta la filiera produttiva. In un simile contesto la blockchain sta riscuotendo un buon successo per la gestione dell’intera filiera produttiva per due motivi: da un lato la blockchain sta crescendo velocemente nel supportare la tracciabilità, la sostenibilità e la gestione delle informazioni della supply chain; dall’altro questa tecnologia può essere in grado di fronteggiare positivamente molte delle sfide poste dall’economia circolare.

I fenomeni appena descritti assumono una particolare importanza all’interno del fast fashion, segmento della moda che ha totalmente rivoluzionato il modello di business del settore. Infatti, la particolarità del fast fashion (il quale trova in Zara e H&M i suoi principali attori) consiste nel creare un numero di collezioni annue molto maggiore rispetto alle due classiche collezioni autunno-inverno e primavera-estate. Grazie a questa tecnica, al forte ricorso all’outsourcing e all’utilizzo di materiali di bassa-media qualità, il fast fashion è riuscito ad attrarre nel tempo moltissimi consumatori, spingendoli a rinnovare continuamente il proprio guardaroba anche grazie ai bassi prezzi di vendita al dettaglio. Il risvolto della medaglia però lo stiamo vivendo soltanto in questi giorni in quanto, proprio a causa delle continue collezioni e dei processi produttivi esternalizzati, il fast fashion si identifica come una delle principali cause di inquinamento all’interno delle produzioni industriali (basti pensare che il 20% dell’inquinamento industriale dell’acqua deriva da tinture, trattamenti e lavaggi di tessuti tessili).

Comprese meglio le particolarità del fast fashion conviene adesso porre particolare attenzione all’applicazione della tecnologia blockchain in un’ottica di Circular Supply Chain Management (CSCM). Il principale obiettivo della CSCM è quello di sviluppare un modello di supply chain “a zero sprechi” lungo tutte le fasi della filiera produttiva, coinvolgendo quindi anche tutti gli stakeholder. Esistono delle particolari aree aziendali in cui risulta conveniente e possibile applicare la tecnologia blockchain per raggiungere la CSCM, tra cui:

  • selezione dei fornitori -> con l’utilizzo della blockchain risulta possibile creare grandi database in cui registrare dati storici di ogni singolo fornitore riguardo la sostenibilità ambientale;
  • gestione dei materiali durante il processo logistico -> blockchain rende i materiali e i prodotti estremamente tracciabili, minimizzando l’ammontare di materiali persi durante la gestione del processo logistico. Il risultato consiste in una netta diminuzione del lead time (tempo che intercorre tra la fase di approvvigionamento delle materie prime e il momento in cui si immette il prodotto finito nel mercato) ed un contemporaneo aumento dell’efficienza dei processi logistici;
  • riutilizzo degli “sprechi” tra diverse Circular Supply Chain -> può succedere che due imprese abbiano reciprocamente bisogno l’una degli “scarti di produzione” dell’altra; con blockchain questi due attori sono in grado di scambiarsi tali materiali senza alcuna transazione monetaria e senza la presenza di alcun intermediario.

Guardando quindi a quelle che possono essere le implicazioni manageriali da tenere in considerazione per l’utilizzo della blockchain nel settore del fast fashion, si prendono in considerazione due aspetti. Da un lato si consiglia a tutti gli stakeholder lungo la filiera produttiva (comprese le società del fast fashion) di migliorare la propria CSCM attraverso l’utilizzo della blockchain; per far sì che il sistema funzioni però è necessario che tutti gli attori coinvolti siano disposti a condividere i dati della propria domanda, del proprio magazzino e di tutto quanto possa servire per migliorare la gestione della filiera produttiva. Infatti, attraverso la collaborazione tra gli stakeholder si possono ottenere benefici che si ripercuotono non solo sul singolo attore ma anche su tutto l’intero sistema logistico. Dall’altro lato invece la blockchain nella CSCM è in grado di portare effetti benefici anche nella fase di post-produzione. Fase in cui, grazie a precisi trattamenti, i materiali di scarto possono essere resi riutilizzabili, allungando così enormemente il ciclo di vita di ogni singolo prodotto e portando sicuramente una diminuzione dell’inquinamento lungo tutta la filiera produttiva.

Bibliografia

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Geissdoerfer, M., Savaget, P., Bocken, N. M., & Hultink, E. J. (2017). The Circular Economy–A new sustainability paradigm?. Journal of cleaner production143, 757-768.

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Pubblicato da Andrea Mercato

Laureato triennale in Economia Aziendale e laureato magistrale in Governo e Direzione d'Impresa presso Università degli Studi di Firenze. Consulenza direzionale, strategia e corporate governance costituiscono le aree di maggiore interesse.

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