Auto elettriche: l’evoluzione del settore

Le performance delle nuove big tra speculazioni finanziarie e nuove opportunità

Durante questo periodo di profonda crisi, il settore automobilistico ha subito perdite molto significative. Tra gennaio e novembre il mercato automobilistico europeo ha registrato un calo delle vendite del 26% circa, mentre il mercato globale registra un calo del 17%. Questo crollo segna l’inizio di una fase di profondo cambiamento che ha visto l’ingresso di nuovi competitor con tecnologie in grado di gareggiare e spodestare dal podio la vecchia guardia, puntando su motori elettrici e su design futuristici in un settore che secondo Deloitte, vedrà aumentare la quota di mercato delle auto elettriche arrivando al 32% entro il 2030.

Mentre tutte le case automobilistiche consolidate del settore hanno registrato enormi crolli sui mercati finanziari, Tesla, a fine novembre, supera il mezzo bilione di capitalizzazione, mentre la startup Uniti, in fase di Stage 1, ha raccolto 1,3 milioni di euro nel secondo round di crowdfunding e per il terzo round registra ordini per circa 90 milioni. La startup tedesca Sono Motors, che deve ancora superare la Death Valley, ha raccolto più di 50 milioni di euro con la sua campagna di crowdfunding.  La NIO passa da un valore delle sue azioni di 4 $ nel mese di maggio a 46$ il 29 dicembre 2020. Il loro segreto è l’elettrico e l’innovazione basata su una visione futuristica dell’auto e sulla responsabilità ambientale del consumatore.      

Le NOVELLINE del settore volano in borsa e, tra speculazione di mercato e grandi investimenti, raccolgono enormi capitali finanziari facendo leva sulla green life, mentre la vecchia guardia si trova ad affrontare ristrutturazioni e tagli dei costi per rimanere sul mercato e non rimanere con tecnologie obsolete in un settore dove l’innovazione è la fonte primaria di successo.  La casa coreana Ssangyong è entrata in una profonda crisi dopo non essere riuscita a rimborsare 66,3 milioni di euro. Renault in seguito al enorme crollo in borsa, durante la primavera del 2020, ha annunciato un taglio di 14.600 posti di lavoro diminuendo il suo piano di produzione per i prossimi 4 anni di 700 milioni di macchine, mentre Nissan cerca di rimanere competitiva e punta su partnership che hanno come obiettivo la promozione e la diffusione della mobilità elettrica. A inizio 2021, in seguito alla fusione tra FCA e Peugeot, nasce Stellantis che diventa la quarta BIG del settore automobilistico.

Tra gennaio e settembre le immatricolazioni di auto elettriche (BEV e PHEV) hanno registrano una crescita di oltre il 150% in Italia. Nel mese di settembre le vendite di auto elettriche hanno superato le diesel segnando un traguardo storico ed arrivando a una quota di mercato del 26% nel mese di ottobre. Questa volta però i modelli dei collosi del settore si affermano come preferiti dai consumatori e Mercedes, Toyota e Volkswagen riescono a conquistare il cuore dei consumatori in una corsa che ha visto Tesla in testa per un lungo periodo. Una notevole spinta all’incremento delle vendite di vetture elettriche è dovuta all’introduzione degli standard europei sulle emissioni di CO2 e agli incentivi per il loro acquisto, evidenziando come anche la politica sta giocando un ruolo importantissimo in questo nuovo scenario.

Un forte aumento dei modelli di auto elettriche è dovuto all’incremento dell’autonomia della batteria e all’avvio di partnership tra governi e compagnie elettriche che hanno come fine quello di creare in tempi molto brevi le infrastrutture necessarie alla ricarica. Il governo italiano ha attuato il piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica nel 2012 che prevede due step: Il primo riguardava l’introduzione di veicoli elettrici e sviluppo di infrastrutture per la ricarica delle batterie, mentre il secondo riguarda l’implementazione su larga scala di tali strategie attraverso incentivi, agevolazioni e accordi.

Data la crescita esponenziale dei concorrenti nel settore è difficile capire quali saranno i nuovi leader e chi sarà costretto a chiudere e passare il testimone. Le big della vecchia guardia possono contare su reti di distribuzione consolidate e su clienti fedeli, mentre le novelline puntano alle nuove generazioni che hanno maggiormente a cuore i temi ambientali, offrendo modelli a prezzi molto competitivi e l’opportunità di finanziare le aziende durante la loro crescita diventando azionisti. A livello mondiale l’auto elettrica vede in testa Tesla che detiene il 20% della quota di mercato seguita da BYD il 10%, e BMV il 7%. Per quanto riguarda l’Europa Tesla si conferma leader con il 20% ma la BMW passa al secondo posto con il 14% seguita da Renault e Volkswagen con circa 7%.

Fonte: Sole24Ore;

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