Memoria divisa

“Memoria divisa” è diventato l’emblema di forme di rappresentazioni del passato in cui non c’è accordo, in cui viene dato un senso e un’interpretazione agli eventi completamente differente. Conflitti memoria di questo tipo si sono verificati in molte comunità colpite da eccidi nazifascisti nell’Italia del 1943-1945, dove le memorie dei sopravvissuti e dei loro famigliari tendono a scindersi in due grandi versioni, per questo si parla di “memoria divisa”. Caso emblematico è quello della comunità di Civitella in Val Di Chiana (AR), in cui la memoria locale si è costruita in funzione anti-resistenziale e anti-partigiana, in quanto le donne e i loro figli attribuiscono la responsabilità morale dell’eccidio (giugno 1944) ai partigiani e non ai tedeschi.

Fonte: Dei F., Antropologia culturale, Bologna, Il Mulino, 2012.

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