Alterazione del pattern del sonno e depressione post-partum: come sono correlati?

Disturbi del Sonno | Terzocentro Psicoterapia Cognitiva Roma
Fonte: Terzocentro

La depressione post-partum è una patologia sperimentata ad oggi da circa il 13-19% delle madri, dalla quale possono derivare molteplici conseguenze, sia per la madre che per il bambino. Sintomi comuni di questa patologia sono, ad esempio, difficoltà a prendersi cura del neonato, o aumento di peso per la madre.

L’aspetto su cui si concentra questo articolo, è la correlazione tra il sonno e la depressione post-partum. È stato precedentemente visto che il sonno è alterato in maniera significativa durante il periodo post-partum, in particolare fino a 12 mesi dal parto, e questo aspetto può costituire un ruolo importante nel successivo sviluppo della depressione, sia in generale che più specificatamente, della depressione post-partum.

Questo studio si distingue dagli studi precedenti, in quanto il sonno scarso e la depressione sono stati esaminati in fasi separate dal punto di vista temporale. In particolare prima è stato esaminato il pattern del sonno e poi quello della depressione post-partum, per cercare di trovare un possibile nesso causale tra le alterazioni del sonno, e l’inizio della depressione post-partum. Ancora più nello specifico, è stato visto che i problemi di sonno auto-segnalati nel periodo che va da sei settimane a sette mesi dopo il parto, sono correlati con l’aumento dei sintomi depressivi a partire da sette mesi dopo il parto.

Il presente studio si pone l’obiettivo di superare i limiti degli studi precedenti. Ad esempio, sono stati esaminati nel dettaglio quali tipologie di alterazione del sonno (risvegli durante la notte, difficoltà ad addormentarsi, …) sono poi correlate con la depressione post-partum.

I partecipanti a questo studio sono state 122 donne sane del Midwest superiore, tutte con una storia di depressione o propria o in famiglia. Per selezionare i partecipanti idonei, è stato somministrato telefonicamente un questionario ad un pool più ampio di persone, durante la gravidanza o entro sei settimane dal parto. Questo questionario presentava diversi criteri di esclusione, come il non raggiungimento della maggior età, o la presenza di particolari malattie, quali il diabete.

Il sonno è stato valutato utilizzando il PSQI (indice di qualità del sonno di Pittsburgh), che è un questionario che si compone di sette sottoinsiemi, atti a valutare complessivamente la qualità del sonno.

Per valutare invece i sintomi depressivi, il questionario riguardante la salute del paziente che è stato somministrato era il PHQ-9. Questo questionario si basa su una scala che valuta nove diversi sintomi correlati alla depressione, come per esempio diminuzione del piacere, o difficoltà di concentrazione.

Una volta somministrati i questionari, per valutare la relazione tra il cambiamento del sonno nella fascia di tempo considerata e l’insorgenza dei sintomi correlati alla depressione, è stata usata la regressione lineare; il cut-off per considerare il dato statisticamente significativo era un p-value < 0.05.

Da questa analisi è emerso che a punteggi più alti sul PSQI (punteggi più alti indicano un sonno più povero), corrispondono sintomi depressivi più elevati a sette mesi dopo il parto. Questo dato ci permette di concludere che, qualora i problemi del sonno vengano affrontati subito dopo il parto, si potrebbe prevenire l’ulteriore insorgenza di problemi legati a questo pattern, e di conseguenza ridurre l’insorgenza della successiva depressione post-partum.

Sono state ipotizzate alcune strategie di prevenzione, come per esempio nutrire più volte il bambino durante il giorno, o andare a letto subito dopo avergli dato da mangiare la sera.

Anche questo studio presenta purtroppo dei limiti, il che impone ulteriori ricerche. Per citarne un paio, la misurazione del sonno si è basata soltanto sull’auto-analisi, e non usando un dispositivo oggettivo, come può essere l’uso dell’actigrafia; sarebbe quindi auspicabile condurre uno studio usando questa tecnica.

Inoltre, le donne esaminate sono tutte provenienti da famiglie di rango medio-alto, mentre sarebbe interessante esaminare la condizione anche di donne che vivono in famiglie meno abbienti, anche alla luce del fatto che è stato visto che in famiglie più povere è più frequente l’insorgenza di patologie come la depressione.

Fonte: Link -> The effect of sleep pattern changes on postpartum depressive symptoms (nih.gov)

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