Un nuovo ritrovato economico ed ecologico potrebbe sostituire la plastica come rivestimento per la carta

L’uso della carta nei prodotti alimentari è molto comune (basti pensare ai contenitori per succhi di frutta e latte oppure ai piatti di carta) sia per il suo costo ridotto che per la sua leggerezza ma per rendere questo materiale impermeabile e resistente ad oli e acqua è necessario rivestirlo con qualcosa che gli conferisca queste proprietà.

Per il momento i materiali più utilizzati per adempiere a questo scopo sono le plastiche, soprattutto quelle prodotte a partire da polimeri termoplastici che verosimilmente vengono preferiti ai loro colleghi termoindurenti per la loro maggiore resilienza.

Il problema però rimane sempre quello ambientale perché nonostante la carta sia riciclabile, così come lo è la plastica utilizzata per ricoprirla, quando i due materiali si trovano associati in un cartone per il latte o in un altro prodotto per alimenti il loro smaltimento diventa difficile e il loro riciclo praticamente impossibile.

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Facilmente questi prodotti vengono gettati nelle acque naturali dove la plastica con cui sono prodotti prende parte ad un processo di “frantumazione” che porta alla formazione di microplastiche, ovvero piccoli frammenti di materiale plastico delle dimensioni inferiori al millimetro fino a livello micrometrico che inquinano gli ecosistemi acquatici, vengono assimilati dagli organismi che ci vivono i quali poi vengono mangiati dall’uomo con effetti sulla salute sconosciuti ma sicuramente non benefici.

A questo problema ha trovato rimedio Muhammad Rabnawaz un ricercatore del Michigan State University insieme al suo team con il quale ha prodotto un nuovo rivestimento per carta fatto di materiali biocompatibili e biodegradabili. Gli ingredienti per questo nuovo rivestimento sono polidimetilsilossano, polivinilalcol e chitosano.

Questo nuovo materiale come dice lo stesso Rabnawaz a differenza delle normali plastiche si degrada in acqua, anidride carbonica e altre molecole inerti invece di inquinare l’ecosistema e produrre microplastiche. In aggiunta il rivestimento sembrerebbe anche di facile rimozione permettendo alla carta che riveste di essere riciclata.

Il prodotto è molto interessante perché oltre a conferire alla carta le proprietà di tenuta e resistenza ai liquidi richiesti permette alla stessa di poter essere riciclata e nel qual caso finisca “accidentalmente” gettata nell’ambiente il rivestimento si degrada in sostanze non tossiche ed inquinanti. Rabnawaz dal canto suo ha già depositato due brevetti riguardanti questo rivestimento e ha già iniziato a presentare campioni alle aziende interessante.

Come sempre lascio i riferimenti della fonte e dell’articolo originale di Rabnawaz e del suo team:

  1. https://phys.org/news/2021-02-paper-microplastics-economical-ecofriendly-coating.html
  2. Aditya Nair et al. Oil‐ and water‐resistant paper substrate using blends of chitosan‐ graft ‐polydimethylsiloxane and poly(vinyl alcohol), Journal of Applied Polymer Science(2021). DOI: 10.1002/app.50494

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