Zona grigia

Ne parla Primo Levi in “Sommersi e salvati” a proposito dei lager nazisti. Secondo l’autore, lo spazio che separa i carnefici dalle vittime non è vuoto, bensì è occupato da figure che lui definisce turpi o patetiche che non sono né totalmente vittime né totalmente persecutori. Nonostante spesso avvertiamo il bisogno di separare i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, nei lager c’è una zona grigia, intermedia, in cui il male non si distribuisce in modo uniforme. Levi fa l’esempio delle vittime, gli ebrei internati nei lager, che si appropriano facilmente della cultura e dei comportamenti dei loro aguzzini e sono disposti ad esercitare violenza su altri prigionieri pur di ottenere piccoli vantaggi personali; il comportamento di queste persone, secondo Levi, è ancora più incomprensibile di quello delle stesse SS.

Fonte: P. Levi, I sommersi e i salvati, Einaudi, 1986

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: