Extinction Rebellion

Extinction Rebellion è un movimento internazionale, “dal basso”, nonviolento, che agisce in risposta alla devastazione ecologica causata dalle attività umane e chiama alla disobbedienza civile nonviolenta per chiedere ai governi di invertire la rotta che ci sta portando verso il disastro climatico ed ecologico. È un movimento nato nel 2018 a Londra ma ben presto è diventato globale.

Tre sono le richieste di Extinction Rebellion. La prima è la verità: il governo deve dichiarare lo stato di emergenza climatica ed ecologica e deve prendere decisioni e decretare leggi risolutive. La seconda è la richiesta dell’azione immediata: è necessario agire subito per fermare la distruzione in corso e l’obiettivo è ridurre a zero le emissioni nette di gas serra entro il 2025. La X del simbolo rappresenta infatti una clessidra il cui significato è: non c’è più tempo, bisogna agire immediatamente. E, infine, la richiesta di assemblee nazionali cittadine per supervisionare i cambiamenti. Con la politica partitica attuale gli attivisti di Extinction Rebellion non si sentono pienamente rappresentati e ritengono che sia necessario dare maggiore spazio alla popolazione per un reale cambiamento.

La carta dei principi e valori di XR si compone di dieci punti.

1) Una visione condivisa del cambiamento: l’obiettivo è quello di creare un mondo adatto alle generazioni future.

2) Modellare la missione su ciò che è necessario, mobilitando il 3,5% della popolazione per raggiungere il cambiamento di sistema.

3) Una cultura rigenerativa, cioè sana, resistente e adattabile. L’obiettivo è quello di guarire dal sistema tossico attuale che è un sistema di dominio in cui è promosso un atteggiamento competitivo che rende le persone estremamente individualiste ed isolate. Secondo XR, è necessario invece riconnetterci tra di noi e con la natura, di cui siamo parte integrante; riscoprire il valore della gentilezza e dell’ascolto empatico.

4) Lanciare una sfida a noi stessi e a questo sistema tossico, lasciando le nostre zone di comfort per agire in nome del cambiamento.

5) Dare valore alla riflessione e all’apprendimento, seguendo un ciclo che prevede azione, riflessione, apprendimento e pianificazione di ulteriori azioni.

6) Accogliere tutti e ogni parte di ciascuno, lavorando attivamente per creare spazi più sicuri e accessibili.

7) Cercare attivamente di ridurre gli effetti del potere, abbattendone le gerarchie per una partecipazione più equa.

8) Evitare di biasimare e incolpare: viviamo in un sistema tossico, ma nessun singolo individuo è da condannare.

9) Organizzare una rete nonviolenta, che utilizza strategie e tattiche non violente come il modo più efficace per apportare cambiamenti.

10) Autonomia e decentralizzazione. Creare collettivamente le strutture di cui abbiamo bisogno per sfidare il potere.

XR è un movimento di massa, quindi assolutamente inclusivo: chiunque può entrarvi a patto che sposi appieno questi principi e valori.

Non c’è una fascia d’età precisa. Sia bambini/e che persone anziane sono i benvenuti. In Inghilterra novantenni prendono parte anche alle azioni più rischiose. È un’associazione decentralizzata, quindi orizzontale, in cui sono tutti alla pari, e auto-organizzante: ognuno è capo di sé stesso e si prende le proprie responsabilità. Ci sono gruppi di lavoro focalizzati per diversi scopi: il gruppo arte, musica, logistica, ma anche gruppi di medici e avvocati. In XR si è invitati a dedicarsi a ciò che più ci piace e appassiona, senza sentire alcun tipo di pressione. Le azioni di XR assumono spesso le sembianze di una festa, quindi colori, canti e balli sono irrinunciabili e il messaggio è di amore per la vita.

Per prendere le decisioni vengono adottati diversi metodi decisionali che sono pratici e appropriati a seconda del contesto. Il gruppo di supporto generale utilizza un metodo decisionale che intende supportare la collaborazione e la creatività di ognuno; le proposte vengono approvate quando tutte le obiezioni sono state risolte. In particolare, durante le riunioni di tale associazione decentralizzata la comunicazione è facilitata grazie ad alcuni accordi stabiliti tra i membri del movimento. Uno tra i più importanti è il WAIT, che significa why am i talking. “aspetta, perché sto parlando?”. È importante infatti contribuire ad una conversazione soltanto se riteniamo che il nostro intervento sia davvero necessario. Il rispetto e l’ascolto sono valori dunque molto importanti per il movimento, insieme al valore del riposo. Se il capitalismo ha dato forma ad una società frenetica in preda all’esaurimento nervoso, XR si basa su cultura del benessere a cui attingere prima, durante e dopo le azioni, così come nella vita di tutti i giorni.

Nella settimana dal 5 al 12 ottobre si è tenuta a Roma una manifestazione di Extinction Rebellion, un movimento internazionale, “dal basso”, nonviolento, che agisce in risposta alla devastazione ecologica causata dalle attività umane e chiama alla disobbedienza civile nonviolenta per chiedere ai governi di invertire la rotta che ci sta portando verso il disastro climatico ed ecologico.

L’8 Ottobre è iniziato il presidio alla sede dell’Eni, per denunciare l’ingannevole narrazione di greenwashing dell’azienda italiana con le più alte emissioni di gas serra. Alcuni attivisti del movimento si sono incatenati ai cancelli, un ragazzo si è legato alla cima di un treppiedi alto più di 3 metri. Se ne sarebbero andati ad una sola condizione: un incontro con il ministro dello sviluppo economico o il ministro dell’economia e finanze. Sono passate ben 52 ore, ma nessuno si è fatto vivo e i giornalisti non c’erano. 

In piazza San Giovanni si era tenuta poche ore prima la manifestazione dei no mask, i negazionisti scesi in piazza per protestare contro l’imposizione dell’uso della mascherina per rallentare la diffusione del covid-19. Di loro hanno parlato tutti i giornali e telegiornali.

Eppure, anche il messaggio di XR tocca la questione della crisi sanitaria, essendo essa un sottoprodotto della crisi climatica ed ecologica. La riduzione della biodiversità, infatti, conseguente al disboscamento, incide sulla velocità di trasmissione degli agenti patogeni tra le specie. L’inquinamento atmosferico, inoltre, predispone ad essere maggiormente suscettibili a diverse malattie.

Sono convinta che parlare di Extinction Rebellion sia un modo per dare spazio alle tante voci che si battono ogni giorno per l’emergenza climatica. Sono molte quelle che si levano per esempio sui social: la pagina di Extinction Rebellion conta quasi un milione di followers su Instagram. È un’associazione che cresce sempre di più e non va ignorata perché riguarda tutti noi e il nostro futuro.

Fonte:  https://extinctionrebellion.it/

Intervista ad un attivista del movimento.

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