Aducanumab vs Alzheimer

In data 7 Giugno 2021, FDA (Food and Drug Administration) ha approvato Aduhelm (Aducanumab) per trattare i pazienti con patologia di Alzheimer. Si tratta di un evento molto significativo: dal 2003, Aduhelm è la prima nuova terapia approvata contro il morbo di Alzheimer. Non solo, Aducanumab è il primo trattamento diretto contro la presenza fisiopatologica delle placche beta amoloidi nel cervello. Gli studi clinici per Aduhelm sono stati i primi a dimostrare che una riduzione di queste placche dovrebbe portare a una riduzione del declino clinico di questa devastante forma di demenza.

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L’approvazione di Aduhelm ha avuto un enorme impatto mediatico, suscitando un grande interesse in tutta la comunità, scientifica e non. I dati inclusi presentati dallo studio clinico erano molto complessi e lasciavano incertezze in merito al beneficio clinico. C’è stato un ampio dibattito pubblico sull’opportunità di approvare l’Aduhelm. Come spesso accade quando si tratta di interpretare dati scientifici, la comunità di esperti ha offerto prospettive diverse.

E’ stato deciso di utilizzare il cosiddetto percorso di “approvazione accelerata”, un percorso inteso a fornire un accesso anticipato a terapie potenzialmente preziose per i pazienti con malattie gravi. FDA ha concluso che i benefici dell’Aduhelm per i pazienti con malattia di Alzheimer superavano i rischi della terapia.

Ma cosa è Aducanumab?

Si tratta di un anticorpo monoclonale, come possiamo riconoscere dal suffisso -mAb. Aducanumab riesce a legare gli aggregati di beta amiloide, oligomeri solubili ed anche fibrille insolubili. Riesce a superare la barriera emato-encefalica e legare efficientemente le proteine beta amiloidi, riducendone significativamente la tossicità. Gli effetti del beneficio terapeutico dopo somministrazione di Aduhelm possono essere monitorati mediante l’applicazione di PET.

Questo anticorpo è stato derivato da linfociti B autoimmuni di individui più anziani che erano cognitivamente normali, con l’assunto che avrebbe protetto dagli oligomeri Aβ neurotossici. Infatti, il trattamento della patologia di Alzheimer con Aducanumab ha comportato una riduzione dose-dipendente della deposizione di Aβ nel cervello, nonché un rallentamento del declino della funzione cognitiva.

Pubblicato da Giulio Magherini

- Founder del sito web InforẎoou - Studente magistrale di Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche

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