Tecnologie RFID e moda

L’acronimo RFID sta ad indicare “radio frequency identification” e fa riferimento a tutte quelle moderne tecnologie in grado di identificare automaticamente oggetti e/o persone attraverso la sola ricezione di elettromagneti.

La tecnologia RFID prende origine dalla seconda guerra mondiale e si sviluppa a partire dagli anni sessanta come derivazione a scopi civili del sistema militare a radiofrequenza di Identification friend or foe, ma la sua diffusione è avvenuta principalmente dagli anni novanta in poi.

In sintesi, i sistemi RFID si compongono di:

  • un transponder (“smart chip” o “RFID tag“) ovvero un micro computer dotato di un’antenna collegata a un oggetto per identificarlo;
  • un lettore;
  • un’applicazione per la raccolta dei dati.

Al pari di altre moderne tecnologie, la RFID ha fatto l’ingresso nel mondo della moda per rispondere a plurime esigenze che i tempi moderni hanno presentato tra cui, in particolare, la velocizzazione di ogni passaggio. L’introduzione di questo strumenti si è resa necessaria per permettere di conoscere esattamente dove e quando trovare ciò che i clienti stanno cercando.

In estrema sintesi, l’RFID viene utilizzata per:

  1. gestire il magazzino controllando la disponibilità dei prodotti (indispensabile per le catene della grande distribuzione, es. Zara);
  2. combattere la contraffazione attraverso l’utilizzo combinato con strumenti “classici” quali numeri di serie, codici a barre, filigrane, codici QR, etichette specifiche.

Lo studioso Madhani ha analizzati i principali benefici delle tecnologie RFID suddividendoli nelle seguenti categorie:

  • prodotto (le tendenze possono essere monitorate da parte delle case produttrici);
  • prezzo (i rivenditori possono capire le tipologie di clienti “premium” e quelli “in via di estinzione”);
  • posizione dei prodotti (si può evitare che un prodotto si trovi in un posto sbagliato);
  • promozione (capendo i ragionamenti insiti nelle modalità di acquisto dei clienti, è possibile creare promozioni ad hoc);
  • prova fisica (possibilità di usare l’RFID per mostrare ai consumatori tutte le possibili varianti dei prodotti presenti nei punti vendita);
  • processo produttivo (è possibile conoscere l’esatta collocazione dei prodotti);
  • persone (possibile identificare le preferenze dei consumatori e garantire acquisti personalizzati).

Chiaramente, tutti i vantaggi sopra elencati portano con sé anche delle preoccupazioni dal punto di vista giuridico, prima tra tutte quella della tutela della privacy.

Il rischio deriva dalla concreta possibilità di effettuare un continuo monitoraggio del consumatore accedendo alla tecnologia RFID inserita nel prodotto finale (es. nelle scarpe), creando così un sistema di tracciabilità che non può essere disattivato (spesso usato per combattere la contraffazione).

Nello specifico, l’attivista Katherine Albrecht ha segnalato i seguenti profili di rischio:

  • il codice univoco della tecnologia RFID permettere, una volta identificato l’acquirente, di tracciarne gli spostamenti;
  • la lettura remoto permettere di leggere i microchip senza consenso del consumatore;
  • la salute è messa in pericolo con continue onde elettroniche sul nostro corpo.

Fonti: “Fashion law: diritto e prassi nell’industria della moda tra tradizione e innovazione” di Nicola Lanna; Wikipedia; rfidglobal.

Pubblicato da Lorenzo Pelagatti

24 anni. Attualmente: praticante avvocato abilitato. Laureato in giurisprudenza (2020). Tutor didattico Unifi Giurisprudenza (2020). Tutor per l'orientamento Unifi (2019 - 2020).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: