Mosquirix: il primo vaccino contro la malaria per i bambini

La malaria è una malattia tutt’oggi diffusa nei Paesi compresi fra il Tropico del Cancro ed il Tropico del Capricorno e nell’Asia orientale; in particolare, l’incidenza e la mortalità più alte sono quelle registrate in Africa.
La temperatura, le precipitazioni ed il tasso di umidità delle zone tropicali e subtropicali permettono la sopravvivenza e la riproduzione delle zanzare del genere Anopheles le cui femmine sono il veicolo per protozoi parassiti del genere Plasmodium, trasmessi poi all’uomo mediante la puntura da parte di insetti infetti. Tuttavia, anche un accidentale contatto ematico diretto con sangue infetto può essere causa di contagio.

L’agente eziologico della malattia può essere considerato “multifattoriale”, poiché, nel caso della malaria, diverse specie di Plasmodium (P.falciparum, P.vivax, P.ovale, P.malariea, P.knowlesi) possono scaturire nel paziente un quadro sintomatologico simile.
Il Plasmodium, una volta cresciuto e moltiplicatosi a livello del fegato dell’organismo ospite, entra nei globuli rossi del sangue e li distrugge: è in questo stadio del ciclo vitale del protozoo che compaiono i sintomi.

La malaria si manifesta dopo un periodo di incubazione di 7-30 giorni tramite sintomi come febbre alta, mal di testa, vomito, diarrea, debolezza, sudorazione e brividi nei casi di malaria classici; nei quadri più gravi si può incorrere anche nella Malaria cerebrale, ovvero nell’insorgenza di diverse disfunzioni neurologiche, nella sindrome da distress respiratorio acuto, anemia da emolisi, insufficienza renale, acidosi ed emoglobinuria.

Per questo motivo sono necessari una valida prevenzione, una tempestiva diagnosi ed un efficiente trattamento.

Il 6 ottobre, la World Health Organization (WHO) ha raccomandato ufficialmente la somministrazione del vaccino RTS,S/AS01E (Mosquirix) per i bambini nelle aree dell’Africa sub-sahariana ed in altre zone con un rischio medio/alto di infezione da parte di P.falciparum.

Il farmaco, sviluppato da GlaxoSmithKline Biologicals (GSK), è suddiviso in due unità: un antigene liofilizzato (RTS,S) ed una sospensione contenente gli adiuvanti (AS01E). La soluzione iniettabile a livello intramuscolare viene ottenuta riunendo le due componenti del vaccino.
L’antigene RTS,S è la struttura responsabile dell’attivazione della risposta immunitaria nel paziente ed è costituito dall’insieme di due proteine, RTS ed S.
La proteina RTS è il risultato di una fusione di più unità proteiche (fusion protein) ed è suddivisa in tre regioni (R, T ed S). Le regioni R e T provengono dalla proteina circumsporozoite (CSP) espressa in P. falciparum, mentre la proteina S è l’antigene espresso dal virus dell’epatite B.
RTS e S vengono poi co-espresse in cellule di Saccharomyces cerevisiae nelle quali si aggregano spontaneamente in particelle viral-like che simulano la struttura 3D di un virus.
Dopo i successivi step di controllo e purificazione si ottiene l’antigene RTS,S.

Per quanto riguarda la composizione di AS01E, all’interno della sospensione di liposomi troviamo due stimolatori del sistema immunitario: MPL (3’- O-desacyl-4’-monophosphoryl lipid A) e QS-21 (Quillaja saponaria Molina, frazione 21).

Mosquirix è il risultato di quasi trent’anni di lavoro.
I primi studi in laboratorio sono datati 1996 e solo nel 1999 in Gambia si è potuto testare il vaccino su pazienti adulti affetti da malaria. Successivamente, nel 2004, è stata dimostrata l’efficacia anche nei bambini.
La fase 3 del progetto, l’ultima tappa prima della registrazione del farmaco, è stata avviata nel 2009 e terminata nel 2014; un anno dopo, la European Medicines Agency (EMA) ha espresso un giudizio positivo su Mosquirix tanto che, nel 2016, la WHO ha inserito il vaccino in uno studio pilota, il The malaria vaccine implementation programme, dedicato all’immunizzazione di Paesi sub-sahariani come Ghana, Kenya e Malawi.

Mosquirix è un traguardo per il team di ricerca di GSK ma non solo: il vaccino rappresenta soprattutto un notevole passo in avanti nella protezione della salute dei bambini in zone a medio/alto rischio.
Prevenire l’insorgenza della malaria, specialmente nei primi anni di vita, è importante per ridurre il tasso di mortalità associato alla malattia.

References:

Centre for Disease Control and Prevention: https://www.cdc.gov/

EpiCentro: https://www.epicentro.iss.it/

European Medicines Agency: https://www.ema.europa.eu/en

GlaxoSmithKline: https://www.gsk.com/en-gb/

World Health Organization: https://www.who.int/

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