Turismo spaziale: in arrivo il primo hotel orbitante

Sembra fantascienza, ma ormai parliamo di solide realtà: nel 2024 Axiom Space inaugurerà il progetto di realizzazione di un albergo spaziale lanciando un modulo iniziale che sarà ormeggiato alla Stazione Spaziale Internazionale.

Il progetto si chiama Axiom Space Station e avrà un costo di circa 2 miliardi di dollari, ed è stato approvato dalla NASA da più di un anno. La struttura comprenderà laboratori, spazi di produzione e un osservatorio panoramico, sviluppandosi inizialmente sulla struttura della ISS per poi svincolarsi una volta che avverrà la dismissione di quest’ultima, prevista prima del 2030. Dunque il progetto della Axiom verrà attuato nei pochi anni compresi tra il lancio del primo modulo e la fine del decennio.

A partire dal prossimo gennaio il primo equipaggio composto solo da civili (escludendo un ex-pilota della NASA) giungerà sulla ISS per gettare le basi del progetto, prendendo parte alle attività previste sulla stazione in quanto membri della Axiom, quindi svincolati da organizzazioni governative.

L’idea per il futuro è aprire le porte di questi moduli spaziali al turismo: ricercatori o studiosi con obiettivi scientifici, commerciali o di qualunque natura potranno raggiungere questo avamposto orbitante per poter svolgere le proprie ricerche o, perchè no, godersi la vista affacciandosi ad un oblò per ammirare il nostro pianeta.

L’interno sarà arredato dal designer Philippe Starck, il quale ha preposto delle cabine a forma di uovo, imbottite e arricchite da LED, provviste chiaramente di finestre verso l’esterno, richiamando un’estetica associabile ad alcune delle più famose opere fantascientifiche. La nuova casa dell’umanità nel Cosmo, così la definiscono da Axiom Space, sarà la prima stanza “pensata perché gli umani possano contemplare il proprio posto nell’universo”.

É finalmente arrivato il momento di poter toccare con mano l’idea di lasciarsi alle spalle il peso della gravità terrestre per immergersi nel cosmo: chissà che questa nuova prospettiva non possa portare a nuove scoperte e possibilità per il genere umano.

Fonti: https://www.axiomspace.com/

Pubblicato da Luca Tagliati

Laureato in Ingegneria Aerospaziale, attualmente studente di Space Engineering al Politecnico di Milano. Appassionato di Fisica e Scienza specialmente in ottica spaziale.

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