Un nutrizionista per le api

“Noi siamo quello che mangiamo” – frase attribuita al filosofo tedesco Ludwig Feuerbach – è uno dei mantra che spesso ci sentiamo ripetere. Ma sarà vero?

Per le api, la risposta è sì.

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Negli ultimi anni è stato osservato un generale declino delle colonie di api in molte parti del mondo, principalmente in America e in Europa (Potts et al., 2010). La gravità della problematica ha spinto gli scienziati a studiare i meccanismi che ne stanno alla base in modo approfondito, arrivando a denominare il fenomeno Colony Collapse Disorder (CDD) (Van Engelsdorp et al., 2009). Ad oggi, non è ancora chiaro quale siano con precisione le motivazioni di questa moria e i fattori che determinano il collasso delle colonie di api sembrerebbero essere più di uno.

In primo luogo, la distruzione degli habitat naturali, dovuta principalmente dalla conversione delle terre in zone agricole intensive, che insieme ai cambiamenti climatici, porta ad una riduzione della biodiversità vegetale, fondamentale per il mantenimento in salute delle api (Goulson et al., 2008). Alla perdita degli habitat si aggiunge poi il grande problema dell’inquinamento, principalmente rappresentato dai pesticidi utilizzati in ambito agricolo. Non soltanto insetticidi, ma è stato dimostrato che anche erbicidi e fungicidi possono risultare particolarmente dannosi per le api (Cullen et al., 2019). Infine, i parassiti e i virus, come Varroa destructor, Nosema ceraneae o il Deformed Wing Virus (DWV), possono causare un’elevata mortalità nella colonia (Genersch, 2010). L’effetto combinato di questi fattori di stress sembrerebbe portare al declino delle popolazioni di api (Sih et al., 2004).

All’interno di questo scenario, le api che seguono un regime alimentare ricco di nutrienti hanno la possibilità di resistere a questi fattori di stress molto meglio rispetto alle altre. Le api si nutrono di nettare, polline e propoli dai quali ricavano i macro- e i micronutrienti essenziali. La quantità e la diversità di polline giocano un ruolo chiave sia nelle dimensioni del corpo che nella longevità degli insetti (Di Pasquale et al., 2013).

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È stato dimostrato che le api che seguono una dieta ricca di composti fitochimici diversi sono in grado di resistere meglio agli agenti patogeni, come nello studio di Bernklau et al. (2019), in cui la mortalità degli esemplari infettati con Nosema ceranea diminuisce nei gruppi soggetti ad una migliore nutrizione.

Anche l’effetto tossico dei pesticidi nelle api viene in parte contrastato da una dieta corretta, si è visto infatti in alcuni esperimenti che negli individui esposti a insetticidi e fungicidi altamente tossici, quelli nutriti con determinati composti fitochimici presentano una capacità di detossificazione maggiore rispetto agli altri (Ardalani et al., 2021).

Alla luce di tutto ciò, è fondamentale ribadire l’importanza del mantenimento di una diversità floreale che possa permettere alle api di seguire una dieta ricca di nutrienti, pronte per affrontare lo stress della vita con la giusta energia.

Bibliografia:

• Ardalani, H., Vidkjaer, N. H., Laursen, B. B., Kryger, P., & Fomsgaard, I. S. (2021). Dietary quercetin impacts the concentration of pesticides in honey bees. Chemosphere, 262, 127848.
• Bernklau, E., Bjostad, L., Hogeboom, A., Carlisle, A., & HS, A. (2019). Dietary phytochemicals, honey bee longevity and pathogen tolerance. Insects, 10(1), 14
• Cullen, M. G., Thompson, L. J., Carolan, J. C., Stout, J. C., & Stanley, D. A. (2019). Fungicides, herbicides and bees: A systematic review of existing research and methods. PLoS One, 14(12), e0225743.
• Di Pasquale, G., Salignon, M., Le Conte, Y., Belzunces, L. P., Decourtye, A., Kretzschmar, A., & Alaux, C. (2013). Influence of pollen nutrition on honey bee health: do pollen quality and diversity matter?. PloS one, 8(8), e72016.
• Genersch, E. (2010). Honey bee pathology: current threats to honey bees and beekeeping. Applied microbiology and biotechnology, 87(1), 87-97.
• Goulson, D., Lye, G. C., & Darvill, B. (2008). Decline and conservation of bumble bees. Annu. Rev. Entomol., 53, 191-208.
• Potts, S. G., Biesmeijer, J. C., Kremen, C., Neumann, P., Schweiger, O., & Kunin, W. E. (2010). Global pollinator declines: trends, impacts and drivers. Trends in ecology & evolution, 25(6), 345-353
• Sih, A., Bell, A. M., & Kerby, J. L. (2004). Two stressors are far deadlier than one. Trends in ecology & evolution, 19(6), 274-276.
• VanEngelsdorp, D., Evans, J. D., Saegerman, C., Mullin, C., Haubruge, E., Nguyen, B. K., & Pettis, J. S. (2009). Colony collapse disorder: a descriptive study. PloS one, 4(8), e6481.

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