Armi chimiche

In questo articolo parleremo di un argomento a mio parere non proprio allegro ma la redazione mi ha chiesto, dato il periodo, di provare a spiegare cosa sono le armi chimiche ed è quello che ho intenzione di fare.

Iniziamo col dire che personalmente l’argomento armi chimiche a livello di divulgazione scientifica non lo trovo proprio interessante e il motivo principale è che a livello generale chiunque ha un’idea di cosa sia un’arma chimica e benché a livello tecnico tutte le ottimizzazioni necessarie per rendere questi dispositivi estremamente efficienti in battaglia possano risultare molto intriganti, trovo un po’ banale il concetto che sta alla loro base di utilizzare sostanze chimiche per uccidere, ferire o debilitare e questo perché non è così difficile, purtroppo, trovare il modo di sfruttare la chimica per nuocere agli altri .

Definiamo a livello tecnico cosa è un’arma chimica.

Un’arma chimica è un dispositivo bellico che sfrutta le proprietà tossiche di alcune sostanze di natura sintetica per uccidere, ferire o debilitare il nemico; si distinguono dalle armi biologiche e da quelle nucleari rispettivamente perché non sfruttano l’azione di agenti microbiologici o tossine naturali e perchè i loro effetti non sono legati direttamente ad un’esplosione.

La classificazione di queste armi può essere fatta utilizzando tutta una serie di parametri sia tecnici che di utilizzo ma essenzialmente si possono catalogare in queste otto categorie basate essenzialmente sul loro effetto: Nervini (come VX e Novichok), Asfissianti (come Arsina e Acido cianidrico), Vescicanti (come iprite di cui riparleremo a breve), Polmonari (come Acido cloridrico e Fosgene), Lacrimogeni (come il gas lacrimogeno), Inibenti (che inibiscono l’attività di alcune importanti molecole del nostro organismo) e Citotossici (che inibiscono la sintesi delle proteine).

Come si evince dalla classificazione, le armi chimiche sono per la maggiore di tipo debilitante e questo se ci pensiamo ha un forte senso pratico a livello strategico perché creano molti più costi e soldati invalidi da curare.

Per quanto riguarda invece le caratteristiche ideali che dovrebbero avere questo tipo di dispositivi per essere considerati delle armi perfette (ed è qui la parte tecnica intrigante) queste dovrebbero possedere:

– Elevata stabilità agli agenti esterni per poter essere conservate per lunghi tempi – Essere per lo più inerti in modo da non neutralizzarsi nel breve periodo – Poter essere prodotte e conservate in maniera agevole – Essere possibilmente anfipatiche ovvero devono poter essere assorbite bene sia in acqua che in oli e grassi e devono inoltre poter penetrare bene all’interno del corpo umano attraverso più accessi. – E’ necessario che la loro azione sia la più rapida possibile unita ad un’elevata tossicità – Essere difficili da identificare con test chimici – E’ apprezzato che possano essere agevolmente e rapidamente inattivati se accidentalmente un alleato viene intossicato

Si capisce dalla lista che anche avendo una quantità spropositata di sostanze che possono nuocere, riuscire a confezionarle in modo che l’arma abbia tutte le caratteristiche sopra elencate non è compito semplice e, come detto all’inizio, è qui che sta tecnicamente la parte sfidante.

Per fortuna però non tutti i mali vengono solo per nuocere e quindi vi chiedo: Quanti di voi sapevano che è stata proprio un’arma chimica a dare i natali alla chemioterapia antitumorali?

Già proprio così, sembrerà strano ma questa è la verità e l’arma chimica che ha dato i natali a questo tipo di trattamento è il gas mostarda, un’arma vescicante costituita da un gas composto da azotoipriti. Nonostante gli effetti di quest’arma fossero già oggetto di studio a partire dalla fine prima guerra mondiale, fu solo grazie ad un altro evento di guerra che partì lo studio sugli effetti benefici di questo tipo di molecole.

Tutto iniziò nel 1943 quando a Bari a causa dell’esplosione di una nave americana, contenente tonnellate di gas mostarda, migliaia di persone morirono per i suoi effetti. Successivamente, grazie all’intervento di studiosi americani, intenti ad approfondire il tema degli effetti dannosi del gas, venne scoperto, analizzando i corpi dei deceduti, che l’agente chimico utilizzato nel gas mostarda mostrava una notevole capacità di distruggere le cellule tumorali. Da questa scoperta iniziarono i primi studi su pazienti umani e crebbe l’interesse per lo studio di trattamenti farmacologici per la cura dei tumori che fino ad allora veniva effettuata esclusivamente tramite operazioni chirurgiche o esposizione ai raggi X.

Sulle armi chimiche non ho altro da aggiungere in questo articolo, ma per vostra curiosità vi lascio in calce i riferimenti utilizzati per introdurvi la storia sull’incredibile nascita della chemioterapia, in modo che possiate approfondire l’argomento.

  1. https://www3.paho.org/hq/index.php? option=com_content=&view=article=&id=9583=&Itemid=1959=&lang=en

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