Starlink: il nuovo internet dallo spazio

Spesso, leggendo le ultime notizie riguardo allo spazio sembra che ogni traguardo non abbia grandi risvolti nella nostra vita di tutti i giorni, ma non è così. Il nostro quotidiano è già popolato da applicazioni di matrice spaziale: GPS, previsioni meteo, Google Maps e telecomunicazioni più veloci sono solo alcune delle tecnologie spaziali che hanno rivoluzionato la nostra vita.

Uno degli ultimi arrivati è il sistema Starlink di SpaceX. Il progetto Starlink ha come obiettivo quello di fornire una connessione ad alta velocità alla totalità della superficie terrestre, specialmente nei luoghi più isolati, dove questo può essere l’unico modo per avere internet. Per farlo SpaceX intende lanciare quasi 12000 satelliti in un’orbita terrestre bassa, ad un’altitudine di 550 km, così da garantire una minore latenza rispetto ai già esistenti servizi di internet satellitare, basati su orbite geostazionarie (circa 35000 km dalla superficie terrestre). Ad oggi sono già stati lanciati circa 2000 satelliti. Nonostante la copertura del globo terrestre sia ancora parziale, il servizio è già attivo in alcuni paesi, ed è già presente, seppur in maniera limitata, anche in Italia. Secondo le stime dell’azienda, si prevede di arrivare a 40 milioni di abbonati in tutto il mondo entro il 2025, per un fatturato di 30 miliardi di dollari, a fronte di un investimento iniziale di 10 miliardi.

Rendering della costellazione Starlink (Corriere della Sera)

L’alto numero di satelliti rilasciati a così basse orbite ha già creato i suoi primi problemi. Infatti, a parte la questione dei detriti spaziali, parzialmente risolta col fatto che con un’orbita così bassa i satelliti potranno bruciare nell’atmosfera una volta finita la loro vita operativa, le osservazioni spaziali da parte degli scienziati sono disturbate dalle scie luminose lasciate dal passaggio dei satelliti Starlink. Secondo il professore Przemek Mróz, dell’Università di Varsavia, il 20% delle immagini del cielo catturate dai telescopi sono “inquinate dai satelliti Starlink. SpaceX sta cercando di risolvere il problema utilizzando un nuovo tipo di rivestimento, studiato per riflettere meno raggi solari rispetto a quello usato fino ad oggi.

L’utilità di questo tipo di tecnologia non si ferma alla connessione di luoghi remoti, ma è capace di brillare anche nelle emergenze. Un recente esempio è stata la fornitura di apparecchiature Starlink da parte di SpaceX al governo Ucraino, in modo da garantire la connessione ad internet anche in assenza di infrastrutture terrestri.

Lo spazio si sta aprendo allo sfruttamento per scopi commerciali e non è più dominio inconstrastato delle missioni scientifiche. Questo porterà sicuramente a dibattiti e scontri per la convivenza fra scienza e commercio nel breve termine, ma non può che beneficiare all’umanità sul lungo periodo.

http://www.hdblog.it/scienza

http://www.starlink.com

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica

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