LICENZIAMENTO

Il licenziamento è il “provvedimento con il quale un imprenditore fa cessare un lavoratore dall’attività prestata alle sue dipendenze (in un ufficio, un impiego, una fabbrica, un servizio), recedendo dal contratto di lavoro“.

Si distingue tra:

  • licenziamento per giusta causa: ipotesi in cui il licenziamento del dipendente sia fondato su un fatto così grave da non permettere la continuazione del rapporto di lavoro, neanche in via provvisoria;
  • licenziamento per giustificati motivi oggettivi: ipotesi in cui il licenziamento è fondato su unasituazione di difficoltà economica e/o strutturale. In particolare, l’art. 3 della legge 604/1966 lo definisce come quella rescissione del contratto di lavoro che si verifica per “ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento di essa”;
  • licenziamento per giustificati motivi soggettivi: ipotesi relativa ad un comportamento del lavoratore meno grave di quelli relativi al licenziamento per giusta causa che si compie concedendo il preavviso al lavoratore. In particolare, l’art. 3 della legge 604/1966 lo definisce come quella rescissione del contratto di lavoro che si verifica per “un notevole inadempimento degli obblighi contrattuali da parte del prestatore di lavoro”.

Fonte: Enciclopedia Treccani; Legge 604/1966.

Pubblicato da Lorenzo Pelagatti

25 anni. Attualmente: praticante avvocato abilitato. Laureato in giurisprudenza (2020). Tutor didattico Unifi Giurisprudenza (2020). Tutor per l'orientamento Unifi (2019 - 2020).

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