Trìttico

La parola “trìttico” deriva dal greco antico che significa “triplice, piegato in tre”. Nella Roma antica, e in Grecia, era un elemento scrittorio usato per note e appunti, composto da tre tavolette, per lo più di legno e d’avorio, articolate mediante cerniera e ripiegabili l’una sull’altra.
Questo concetto con il passare del tempo si è allargato andando a toccare altri tipi di campi, come ad esempio nella storia dell’arte, che va ad indicare un’opera pittorica o scultorea divisa in tre parti, che possono essere congiunte tramite delle cerniere laterali o da un piedistallo detto predella.
L’opera pittorica può essere completata da una parte soprastante detta cimasa.
In epoca Medievale questa opera pittorica veniva utilizzata nelle chiese in particolare sull’altare dove troviamo rappresentate scene tipicamente evangeliche: la Madonna in trono insieme al Bambino (celebri sono quelli di Masaccio), la Natività (trittico di Portinari).
Il trittico diventa tanto l’opera divisa in tre parti quanto un insieme di tre opere in qualche modo collegate.

Caterina, Giuditta, Elisa.

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