Bonificare acque contaminate da cromo utilizzando una biomassa fungina

La classe di contaminanti maggiormente presente nelle acque di scarico industriale è quella degli elementi pesanti (metalli o semimetalli). I processi industriali responsabili della loro immissione in ambiente acquatico sono dei più svariati: dall’estrazione e la lavorazione mineraria, alla concia di pelli e colorazione tessile. Gli elementi pesanti possono causare problematiche a livello di saluteContinua a leggere “Bonificare acque contaminate da cromo utilizzando una biomassa fungina”

Sostenibilità dell’industria mineraria

La maggior parte degli oggetti di uso quotidiano proviene da minerali o ha una parte del loro ciclo di vita che inizia nelle miniere. A causa del crescente fabbisogno di minerali, dovuto alle nuove tecnologie e dalla crescita della popolazione, l’industria mineraria svolge una funzione chiave nella società contemporanea. Mentre la modernizzazione ha svolto un ruolo importante nell’espansione del settore,Continua a leggere “Sostenibilità dell’industria mineraria”

Il marine litter è un vettore per la diffusione delle specie aliene invasive

Il marine litter è rappresentato da qualsiasi materiale solido, persistente nel tempo e prodotto dall’uomo che si accumula in ambiente marino (UNEP/MAP, 2015). Nonostante l’interesse che negli ultimi anni si è posto su questa problematica, non molti sanno che il marine litter può essere un vettore per specie aliene invasive (Vegter et al., 2014). LeContinua a leggere “Il marine litter è un vettore per la diffusione delle specie aliene invasive”

CONVENTION ON BIOLOGICAL DIVERSITY: Breve analisi dei risultati e degli sviluppi futuri

INTRODUZIONE Quasi il 40% dell’economia globale e l’80% dei bisogni dei paesi in via di sviluppo derivano da risorse biologiche (OCSE, 2002). La loro protezione e il loro uso sostenibile sono quindi di fondamentale importanza, sia a livello nazionale che regionale, al fine di far fiorire la società umana nel suo insieme. Queste risorse provengonoContinua a leggere “CONVENTION ON BIOLOGICAL DIVERSITY: Breve analisi dei risultati e degli sviluppi futuri”

Climate Change

Per climate change si intende la variazione della composizione atmosferica planetaria determinata dall’impatto antropico, in modo diretto o indiretto, che va a sommarsi alla naturale variabilità del clima. La causa principale dei cambiamenti climatici è l’emissione di gas serra (CO2, CH4, N2O, HFCs, PFCs, SF6) da parte dell’uomo, che va ad incrementarne il livello naturaleContinua a leggere “Climate Change”

Giornata mondiale della natura: corridoi ecologici contro la frammentazione degli habitat

Oggi – 3 Marzo 2021 – si celebra la Giornata Mondiale della Natura (World Wildlife Day) (Fig.1), una ricorrenza istituita nel 2013, durante la 68esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per increscere la consapevolezza sull’importanza di piante e animali selvatici. La scelta del giorno non è casuale, ma ricorda la data in cui fu firmataContinua a leggere “Giornata mondiale della natura: corridoi ecologici contro la frammentazione degli habitat”

Impatto degli allevamenti intensivi sulla salute umana

Gli allevamenti intensivi contribuiscono fino al 50% del prodotto interno lordo agricolo globale (Herrero et al., 2016) e sostiene il fabbisogno alimentare di quasi 1,3 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo (FAO, 2017). Pertanto, la dimensione effettiva della produzione animale è il risultato della dieta umana che consuma più prodotti animali all’aumentareContinua a leggere “Impatto degli allevamenti intensivi sulla salute umana”

Planetary boundaries: fin dove può spingersi l’impatto antropico?

Negli ultimi 10˙000 anni la Terra ha attraversato un’era geologica, chiamata Olocene, caratterizzata da un’insolita stabilità climatica, che ha permesso il sorgere e la crescita delle grandi civiltà. Dalla rivoluzione industriale in poi, l’attività umana è considerata la principale causa dei cambiamenti climatici globali, portando gli esperti a teorizzare la nascita di una nuova era:Continua a leggere “Planetary boundaries: fin dove può spingersi l’impatto antropico?”