SMART CONTRACTS

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Il significato letterale di smart contracts è “contratti intelligenti”.

Uno smart contract può essere definito come la traduzione in codice di un contratto capace di verificare automaticamente l’avverarsi di determinate condizioni e di eseguire in automatico azioni al raggiungimento delle condizioni determinate tra le parti.

In altre parole, lo smart contract è basato su un codice in grado di leggere sia le clausole che sono state concordate sia le condizioni operative nelle quali devono verificarsi le condizioni concordate e provvede a dare automaticamente “esecuzione a sé stesso” nel momento in cui i dati riferiti alle situazioni reali corrispondono ai dati indicati nelle condizioni e nelle clausole concordate.

Essi sono in grado di definire le regole di un accordo in maniera analoga ad un contratto tradizionale. La differenza sostanziale risiede nella presenza all’interno del software delle funzioni if/then, le quali rendono automatica l’esecuzione al verificarsi di una determinata condizione.

Più in generale, gli smart contracts aiutano le persone a scambiare denaro, trasferire proprietà e qualsiasi altra cosa di valore in modo trasparente e senza ricorrere ai servizi di un intermediario.

Questa particolare tipologia di contratti non sono una novità necessariamente legata alla Blockchain, anche se il pensiero comune è diretto in questo senso.

In effetti, questi sono stati oggetto di sperimentazione già negli Anni ’90 ed hanno una loro specifica dimensione a prescindere dalla Blockchain. È chiaro che, il fenomeno Blockchain, ha permesso (e sta permettendo) di avere quelle garanzie di affidabilità e sicurezza che nel passato erano necessariamente delegate ad un terzo soggetto.

Un esempio che può essere citato in relazione al mondo dei “contratti intelligenti” è quello dei Digital Rights Management con i quali viene gestita l’erogazione e l’accesso a determinati servizi multimediali. In estrema sintesi: si può usufruire di un determinato elemento multimediale (es. un brano musicale o un libro o uno spettacolo) solo se la scelta effettuata corrisponde al valore collegato al servizio acquistato.

Uno dei maggiori dubbi, e forse il più rilevante, riguarda la possibilità per gli smart contracts di essere considerati come veri e propri contratti al pari di qualsiasi altro accordo negoziale “classico”.

La risposta è che, in presenza di determinate condizioni, gli smart contracts possono rispettare gli elementi di un contratto legalmente vincolante.

In Italia, nel febbraio 2019 è stato convertito in legge il c.d. “Decreto semplificazioni” (Legge 11 febbraio 2019 di conversione del D.L. 14 dicembre 2018 n. 135), grazie al quale le tecnologie basate sugli smart contracts sono finalmente entrate nel nostro ordinamento demandando all’Agenzia per l’Italia Digitale l’individuazione degli standard tecnici richiesti ai fini del riconoscimento di pieno valore giuridico a tali strumenti tecnologici.

L’art. 8ter della legge di conversione introduce la rubrica “Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contracts”.

La definizione di smart contract è esplicitata al comma 2 secondo il quale “Si definisce «smart contract» un programma per elaboratore che opera su tecnologie basate su registri distribuiti e la cui esecuzione vincola automaticamente due o più parti sulla base di effetti predefiniti dalle stesse. Gli smart contract soddisfano il requisito della forma scritta previa identificazione informatica delle parti interessate, attraverso un processo avente i requisiti fissati dall’Agenzia per l’Italia digitale con linee guida da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto”.

Chiaramente, la strada è ancora molto lunga, sia per coltivare una maggiore sensibilità verso il sempre più diffuso utilizzo di tali strumenti sia per far crescere l’attenzione del legislatore verso un’accurata normazione del fenomeno, ma i primi passi sono stati fatti.

Fonti: ilsole24ore.com; blockchainforinnovation.it; altalex.com; money.it.

Pubblicato da Lorenzo Pelagatti

24 anni. Attualmente: praticante avvocato abilitato. Laureato in giurisprudenza (2020). Tutor didattico Unifi Giurisprudenza (2020). Tutor per l'orientamento Unifi (2019 - 2020).

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