Argobio e Angelini Pharma

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Ad inizio Marzo ’21, l’azienda farmaceutica Angelini Pharma ha investito con una quota del 30%, con un finanziamento di 15 milioni nella startup Argobio.

Cosa è Argobio?

Si tratta di un incubatore legato al settore farmaceutico e medicina, che come partner vede altre importanti società di venture capital, quali ad esempio Kurma e l’Istituto Pasteur, centro di ricerca biomedica di fama internazionale. L’azienda farmaceutica (tutta) italiana si pone un preciso obiettivo: puntare a sviluppare nuove terapie e farmaci che possano far crescere il mondo startup. In questo senso, Angelini Pharma sta partecipando attivamente alla crescita del settore farmaceutico, con un occhio di riguardo all’innovazione.

Argobio si pone come futuro polo di riferimento per la ricerca a livello europeo: il centro di R&D (Ricerca e Sviluppo) sarà rivolto soprattutto verso le malattie rare e i disturbi neurologici. L’ambizioso progetto è quello di far emergere almeno 5 startup e portarle verso la produzione di un farmaco innovativo che possa essere di beneficio all’intera umanità. Argobio avrà l’importante compito di selezionare e incubare questi progetti fino alla creazione dell’azienda vera e propria, fornendo le vaste competenze in materia di scoperta e sviluppo di prodotti terapeutici innovativi del suo team di esperti imprenditori in ambito biotech.

Inoltre, da queste collaborazioni, potrebbero nascere altri centri di Ricerca uniti verso un obiettivo comune: avviare sperimentazioni contro le tante patologie che, purtroppo, ad oggi non hanno una terapia efficace.

Francesco Paolo Di Giorgio, Global Head of R&D External Innovation and Corporate Venturing di Angelini Pharma, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni in un’intervista ad opera della redazione di StartupItalia: “È un approccio, quello delle piattaforme tecnologiche, che è già stato sfruttato in molti casi: se ci sono accordi ben scritti tra le diverse aziende coinvolte, se le partnership sono definite con cura, può essere un vantaggio in questa industria così capital intensive, che richiede costi enormi per lo sviluppo clinico. Così – prosegue – se su una piattaforma possono essere sviluppati decine di programmi di sperimentazione, ciascuna azienda ne sceglie qualcuno che ricada nel suo ambito specifico, altre aziende ne sceglieranno altri, tutti concorreranno a finanziare la startup che così avrà le risorse per crescere”.

In questo senso, l’incubatore Argobio costituirebbe il primo passo per un progetto molto ambizioso: creare una rete di collaborazioni che possa far emergere, a livello mondiale, imprenditori pronti ad investire nel settore healthcare.

Di Giorgio ha poi dichiarato di voler iniziare a disegnare la Angelini Pharma del futuro scegliendo professionisti ed esperti del settore che siano in grado di anticipare i trend del settore. Queste le sue parole nell’intervista di StartupItalia: “Vogliamo costruire una Angelini Pharma migliore, più forte e vedremo i frutti di questo impegno entro i prossimi 10 anni”.

Pubblicato da Giulio Magherini

- Founder del sito web InforẎoou - Studente magistrale di Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche

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