ROAD MAP FOR A DIGITAL TRANSFORMATION DURING THE PANDEMIC

creative idea.Concept of idea and innovation

Al fine di evitare fenomeni di distruzione di massa le imprese hanno implementato processi di “digital transformation” come risposta urgente e quasi forzata alla pandemia. Esiste una “road map” capace di sintetizzare le cinque fasi fondamentali che guidano sia le imprese di piccola e media dimensione sia le grandi corporation durante il processo di trasformazione digitale.

La prima fase riguarda l’adozione di un orientamento di tipo digital: la pandemia ha provocato dei veri e propri “freak-out moment” sia a livello personale che imprenditoriale, costringendo gli imprenditori a ricercare soluzioni digitali per i propri business. E’ necessario individuare un canale di comunicazione, di vendita e di distribuzione ovvero una piattaforma online in grado di connettere il product o il service provider con i suoi clienti. Tale piattaforma avrà caratteristiche specifiche sulla base del prodotto o servizio offerto, dell’impresa e del settore di riferimento.

Il secondo step è focalizzato sull’innovazione che rappresenta la chiave per il successo della trasformazione digitale. Prima della pandemia i cicli di innovazione avevano una durata media pari a 3 anni, adesso tale ciclo ha una cadenza annuale che minaccia di divenire mensile: le imprese non sono mai state così veloci nell’implementazione di processi di comunicazione, cambiamento e collaborazione. Le imprese devono reinventare e riadattare il proprio business massimizzando il grado di innovazione dei propri prodotti e servizi offerti. Le start-up risultano essere più agili e rapide nell’adozione di “digital tools”, tuttavia, gli esperti affermano che anche le grandi corporation sono in grado di aderire alla trasformazione digitale grazie a “micro pods” ovvero piccoli team digitali interni all’azienda in grado di creare e testare le nuove idee. Dunque, l’orientamento innovativo e l’orientamento digitale devono coesistere all’interno delle realtà aziendali, supportandosi ed alimentandosi reciprocamente.

Mantenere la cultura aziendale può essere impegnativo in un contesto di lavoro da remoto: è necessario introdurre dei “traguardi” legati a degli obiettivi “ottimi e intermedi” che permettono ai dipendenti di condividere tra loro i risultati di successo raggiunti al fine di incrementare la loro visibilità e il confronto anche in un contesto di smart working.

La diversità etnica, di genere, di età e culturale della forza lavoro (dei top manager, del board, e dei dipendenti) rappresenta un fattore critico per la “digital transformation”. Le imprese, infatti, beneficiano della “workforce diversity” in quanto consente sia di approcciare e di affrontare i problemi secondo prospettive eterogenee proponendo idee innovative risolutive altrettanto differenti, sia di impiegare con successo i “digital tools”, grazie al coinvolgimento di individui caratterizzati da un elevato grado di propensione all’utilizzo del web. Dunque, la presenza di persone che “pensano diversamente” riduce la probabilità di commettere errori, rappresentando un vantaggio per l’impresa sia in ambito innovativo che digitale.

 Nonostante milioni di persone abbiano perso il lavoro a causa della pandemia, gli esperti prevedono un miglioramento su tale fronte: siamo in una nuova era e ogni impresa necessita di talenti al fine di affrontare con successo l’estrema dinamicità dell’ambiente competitivo. Il processo di selezione e di assunzione di nuovi talenti deve riguardare la valutazione di un investimento in personale con competenze digital: da un lato la futura forza lavoro dovrà assumersi la responsabilità delle proprie skills professionali e digitali oltre che di apprendimento e di adattamento; dall’altro le imprese dovranno selezionare efficacemente i talenti individuando le competenze e le conoscenze specifiche digitali (e non solo) di cui avranno bisogno. Nel 2025 i millennials e la generazione Z rappresenteranno la maggioranza della forza lavoro e le imprese dovranno essere capaci di individuare, ricercare e premiare le risorse umane più in linea con le proprie esigenze: “Il futuro del mondo del lavoro sarà una vera e propria guerra di talenti”.

Fonte: Financial Times

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